ONORE A MARCO BIAGI ORA E SEMPRE
Alessandra Servidori ONORE A MARCO BIAGI OGGI E SEMPRE
Se Marco Biagi avesse avuto la scorta non saremmo riusciti ad ucciderlo". Le parole di Cinzia Banelli, la compagna So delle Brigate Rosse caddero nell'aula del tribunale di Bologna dove comparve come imputata, in teleconferenza, al processo per l'uccisione del giuslavorista. Condannati gli altri del commando lei ha beneficiato della protezione dello Stato e ancora oggi vive con falsa identità e a nostre spese,la ex "compagna So". Galesi, Lioce, Morandi,Blefari Melazzi tutti invece brigatisti assassini che hanno avuto l’onore delle prime pagine. Una vergogna come ha detto anche ieri il Capo della Polizia Gabrielli : hanno sempre rilasciato interviste, scritto libri venduti a peso d’oro dove spiegavano persino come si esercitavano al tiro per massacrare meglio. Apologia del reato con l’aiuto di giornalisti e testate che per il mercato pagano le loro delittuose testimonianze ancora oggi sui giornali e in televisione come se fossero delle fiction. Ricordo bene invece l'articolo del settimanale Panorama redatto sulla base di un allarme terrorismo dei servizi segreti e pubblicato qualche tempo prima dell'omicidio del professor Biagi. Affermò allora la Banelli "Leggemmo l'articolo e capimmo che poteva costituire un problema. Veniva indicata chiaramente una persona come Biagi come possibile obiettivo. Avremmo dovuto fare più attenzione, osservare possibili cambiamenti nella situazione del professore. Dovevamo controllare che non fosse solo. Invece arrivò alla stazione di Bologna da solo". Anche io amica di Marco ,leggendo Panorama quel martedì gli telefonai e gli dissi di non esporsi più ma lui,la domenica mattina all’angolo dell’edicola senza che sentisse Giorgio suo padre, mi confessò che aveva chiesto la protezione inutilmente. Noi non dimentichiamo che lo Stato non seppe e non sa ancora oggi difendere i suoi servitori leali e coraggiosi e che la mercanzia della stampa permette al diritto “dell’informazione” di pubblicizzare il terrorismo, come ha fatto recentemente Purgatori. E’ bene ricordare nell’anniversario della morte dell’amico geniale e coraggioso che l'interesse nei confronti di Marco Biagi iniziò da parte delle br con la collaborazione con il Comune di Milano, con il 'Patto di Milano'. Lui diventò, poi, un vero e proprio obiettivo nell'estate 2001, "nel momento in cui il Libro Bianco, di cui lui era il principale autore, diventò un obiettivo politico". La decisione finale di uccidere Biagi, disse allora e ancora oggi protetta Banelli, fu presa nel gennaio 2002. Lo hanno massacrato il 19 marzo 2002 sotto casa: una esecuzione di cui lo Stato anche verso la famiglia deve sentirsi colpevole : non c’è perdono, non si dimentica.