LETTERA APERTA ALLE DONNE
Alessandra Servidori- Presidente nazionale TUTTEPERITALIA-Lettera aperta ad alcune donne amiche e a chiunque abbia voglia e forza per esserlo .
In questi giorni di feroce discussione sul corpo delle donne sono colpita dal buio di un colpevole silenzio,che inquieta. Sono e rimango stupita dal nulla dell’associazionismo femminile sulla vicenda della maternità surrogata o più volgarmente denominata “utero in affitto”.Con piacevole stupore Boldrini ha affermato che è necessario riflettere dopo la provocazione inutile del bambino vendoliano sbattuto in prima pagina e nel corso della discussione sulla legge sui diritti civili,anche quello di un altro senatore,che ha ammesso di aver commissionato il suo. Ho frugato tra le pagine dei giornali e su internet augurandomi che del gruppo delle associazioni alle quali aderisco di Democrazia paritaria ce ne fosse almeno una delle 52 che avesse avuto il coraggio di esprimere almeno un coraggioso dissenso su tutta la vicenda. Sono e rimango sola. Alcune signore singolarmente affermano che non ce ne dobbiamo occupare. E allora che cosa ci appartiene? Solo chiedere la considerazione del rispetto e parità nei cda,nel nuovo Senato,nella legge elettorale?Addirittura chiediamo alla Presidenza del Consiglio e alla Presidenza della Repubblica di coinvolgerci nel celebrare ritualmente l’anniversario del voto alle donne? Per otto anni a livello nazionale e prima ancora nelle istituzioni,e ancora oggi a livello accademico, ho fatto sentire la voce delle donne difendendo i nostri diritti ispirati da una straordinaria vis costituzionale. La vita pesa addosso alle donne perchè il mondo si è fatto duro ma sono incredula stupita che l’asservimento alla politica impedisca di prendere posizione su questa aberrazione che si sta consumando. !Per comodità?Per paura?I sentimenti di origine femminile e femminista pervasi da idea-forza perché non avete il coraggio di dispiegarli non viziati !?Occorre ricominciare a vivere le nostre esistenze per dare coraggio alle nuove generazioni senza discordia ma recuperando la distanza e la sfasatura che viviamo in un periodo dove volgarmente e brutalmente assistiamo ad una sconfitta collettiva. Dobbiamo recuperare e in fretta valori e visioni e forma politica del popolo femminile che ricomincia a farsi persona. Le donne italiane hanno solidissime radici antiche ma recenti e incompiuti percorsi di libertà e democrazia paritaria. Siamo il 52 per cento di una società grande capaci di infinite forme di auto aggregazione dalle quali si possono ancora sprigionare contributi vitali al bene comune. Questa vicenda dei maschi e delle femmine che decidono la creazione dell’uomo con metodi di selezione è aberrante prima di tutto per le donne che vendono il loro ventre. Per tanto tempo ci siamo spese e spesi insieme uomini e donne di buona volontà contro la mercificazione del corpo femminile. Ora l’assemblaggio di un figlio globale ,il traffico di esseri umani nel grottesco mercato /traffico riproduttivo nella fiorente industria della fabbrica di bambini ,tranne pochissime e rarissime voci che ho sentito accanto a chi scrive,un assordante silenzio delle donne e delle associazioni del branco si rompe solo ed esclusivamente per chiedere di spartirsi la torta delle risorse destinate(150 mila euro) al “compleanno istituzionale del voto alle donne”.E’ un imbarazzo e una vergogna insopportabile!E’ questo il Mondo Nuovo che contribuiamo a creare ?Io chiedo a voce alta alle donne che con stile minuzioso, controllato,penetrante nella forza di un passato che è attesa di futuro in una compostezza ma ferma , ma come invocazione vibrante di percorrere insieme valori apparentemente possibili di sentimenti veri e intensi che trascendano i limiti del politicamente corretto addomesticato. Costerà ancora fatica e sudore,affanno e sofferenza ma sapremo rilanciare in questa momento della storia del nostro paese la dignità dell’essere madri , donne che danno la vita consapevoli del valore del nostro essere il motore del mondo.Il primato dell’essere il corpo essenziale della nazione coincide con il senso dello Stato ovvero i valori della tradizione-la persona,la famiglia,la comunita’ assunti compiutamente a riferimento delle politiche pubbliche. Questa laicità adulta comune a tutte le donne credenti e non credenti che sanno riconoscere e promuovere il valore della vita nella umana fragilità,nella procreazione,nella ricerca scientifica e tecnologica rifiuta con vigore e fermezza come donne libere e forti la strumentalizzazione e mercificazione in atto dei nostri valori.